mercoledì 20 maggio 2009

1924-25, il 1° scudetto e la seconda maglia


Bologna, 24 maggio 1925, Campo Sterlino prima finale della Lega Nord: Bologna vs Genoa. Cinque finali epocali, al termine delle quali il Bologna Football Club si confermò formalmente (le finali nazionali contro la vincente della Lega Sud - l'Alba Roma, una delle squadre capitoline che, nel 1927, diedero vita all'A.S. Roma - erano all'epoca quasi una formalità: troppo il divario tecnico tra le grandi squadre del Nord e le squadre del Sud.) campione d'Italia per la 1^ volta nella sua storia. Nella foto a lato, la maglia indossata dal B.F.C. in quella partita: maglia completamente bianca (un tempo la squadra di casa concedeva spesso alla squadra ospite l'onore di scendere in campo con la prima divisa, tradizione protrattasi poi fino agli anni '60. In questo caso però il Bologna dovette cedere il passo forzatamente: il Genoa, campione d'Italia in carica, aveva il diritto di indossare la propria casacca a quarti rossoblù.) a maniche lunghe con banda orizzontale rossoblù - con il blu nella parte superiore e il rosso in quella inferiore - sul petto e sulla schiena (all'epoca si giocava senza numeri ), che fasciava l'intero torace. Anche i grandi polsini richiamavano lo stesso disegno della maglia e la stessa disposizione cromatica: metà rossi e metà blu. Il colletto, un modello alla "serafina", anch'esso totalmente bianco, si chiudeva come imponeva la moda dell'epoca: con dei laccetti di colore blu che andavano a chiudere la scollatura che si apriva fin sul petto. Una maglia splendida nella sua eleganza e semplicità. Maglia che, pur con qualche modifica - niente più laccetti ma colletto a "V" -, venne ripresa qualche anno più tardi, durante la prima vittoria in Coppa Europa nel 1932, con l'aggiunta del blasone societario al centro del petto, sulla fascia rossoblù. Sarebbe bello se questa maglia storica del Bologna un giorno venisse riproposta. Riporto un brano tratto dal libro: "Il mezzo secolo del Bologna", riguardo a quella 1^ finale contro il Genoa del 1925: "...L'undici bolognese, per dovere di ospitalità, vestiva una maglia bianca, fasciata di rossoblù...".

Nella foto, da sinistra, in piedi: Perin, Della Valle, Schiavio, Genovesi, Baldi. Accosciati: Giordani (semicoperto da Della Valle), Innocenti, Gianni, Gasperi, Borgato e il massaggiatore Amedeo Bortolotti.

martedì 12 maggio 2009

10 - 5 - 2009. "Il Bologna è una fede".




Torino, stadio "Olimpico", 10 maggio 2009. Si gioca la 35^ giornata del campionato di calcio di serie A, si affrontano Torino e Bologna. Posto questi video per testimoniare, se ancora ce ne fosse bisogno, lo straordinario attaccamento alla squadra dei tifosi del Bologna F.C. Un amore incondizionato, a prescindere, senza nulla chiedere in cambio. "Il Bologna è una fede", recita lo striscione del mitico "Barile", indimenticabile tifoso di un Bologna che faceva tremare il mondo. Quell'antico motto vale oggi più che mai. Può sembrare retorica, ma oggi, in un momento difficilissimo per il nostro amato B.F.C., ci sentiamo orgogliosi della nostra fede, della nostra squadra, della nostra città. Grazie di esistere, vecchio e glorioso Bologna. Grazie di esistere popolo rossoblù.



Torino, 10 maggio 2009. Dopo una umiliante sconfitta interna contro la Reggina, con il morale a pezzi e un piede praticamente in serie B, i tifosi del Bologna si presentano a Torino per la sfida decisiva contro i granata in quasi 2 mila unità. Riempiono tutto il settore ospiti, tifando come non mai, con nel cuore la speranza e un ideale sportivo. Nel video sopra, i tifosi rossoblù, appena usciti dalla stazione, si dirigono in corteo verso lo stadio "Olimpico" (il vecchio "Comunale").



Torino, 10 maggio 2009. Fino alla fine forza Bologna!

sabato 9 maggio 2009

Bologna - Modena 4-1, 25 gennaio 1987 - Serie B 1986-87.




Campionato di calcio di serie B 1986-87. Il Bologna, dopo la prima storica retrocessione in serie B, avvenuta nel 1981-82, navigava ormai da quattro lunghissimi anni nella serie cadetta. Il Bologna di quell'annata era una buona squadra, partita per dare l'assalto alla serie A perduta dopo campionati di cocenti delusioni. Il presidente era il bresciano Gino Corioni, proprietario della Saniplast, già nel Consiglio del Milan all'epoca della presidenza Farina e da un anno 19° presidente nella storia del Bologna F.C. Come nuovo allenatore venne ingaggiato Vincenzo Guerini, anch'esso bresciano, ex ottimo centrocampista della Fiorentina anni '70 e reduce da un campionato fallimentare in quel di Pisa in serie A, culminato con la retrocessione in serie B dei toscani. I presupposti per un grande campionato c'erano tutti: venne ingaggiato, dopo una complessa trattativa, il grande ex Eraldo Pecci dal Napoli - all'epoca 31enne -, uno dei migliori registi del momento, che volle per scelta tornare a vestire i colori della squadra che lo lanciò in serie A. Insieme a lui arrivarono il promettente terzino Galvani dall'Avellino, l'attaccante Musella dal Catanzaro, il mediano Stringara dal Siena, e uno sconosciuto difensore di 28 anni, tale Renato Villa, proveniente dall'Orceana, società della provincia di Brescia che all'epoca militava in serie C2. Il tutto andava a integrare una rosa composta dai vari Zinetti, Marocchi, Marronaro, Pradella, Luppi, Marocchino. La squadra aveva le carte in regola per puntare in alto, invece l'annata si rivelò molto deludente: 10° posto finale a 8 punti dalla prima classificata, il Pescara, e a 7 punti dal 3° ed ultimo posto utile per la serie A, occupato dal Cesena. A riscattare l'annata fallimentare, arrivò una splendida affermazione al Dall'Ara nel derby con il Modena, i "cugini" rivali d'oltre Panaro con cui Bologna condivide da secoli una fierissima rivalità non solo di stampo calcistico. Già dai primi anni del Novecento le partite tra rossoblù e gialli furono spesso roventi, feroci, con scontri dentro e fuori dal terreno di gioco. Le acque tra i tifosi si calmarono negli anni successivi, complice anche il fascismo, ma il fascino delle partite tra "Veltri" e "Canarini" rimase immutato nei decenni. Il video della partita mette in mostra un derby dal sapore antico, con lo stadio pieno come ai vecchi tempi delle sfide in serie A. In campo alcuni futuri protagonisti del calcio nazionale: Giancarlo "ciccio" Marocchi, più volte nazionale e nella rosa dei convocati ai mondiali giocati in Italia, nel 1990; Gianluca Luppi, tante presenze in serie A con il Bologna e con diverse altre squadre, Juventus e Fiorentina su tutte. Sul versante modenese, Giovanni Piacentini, per anni colonna della Roma e della Fiorentina e in seguito per due stagioni anche al Bologna - suo un indimenticabile gol della vittoria al Dall'Ara contro il Milan, sotto una pioggia incessante -. O ancora Andrea Bergamo, ottimo regista (protagonista della doppia promozione del Bologna dalla C1 alla serie A con Renzo Ulivieri). Poi i vecchi draghi: il grande Eraldo Pecci, un maestro del football; Domenico Marocchino, il "Mitico" Renato Villa (la sua una delle più belle storie di calcio degli ultimi 30 anni), e l'amatissimo, su entrambe le sponde, Sauro Frutti, grande "bomber" di una promozione dalla C1 alla B con il Bologna.
Allego anche il resoconto con interviste del derby del 25 gennaio 1987, gentilmente concesso dall'amico Gilberto dell'Associazione Calciofili Modenesi - La Giostra dei Footballers Modenesi
Giuseppe Tassi -- BOLOGNA.

Bologna - Modena 4-1, il gol di Sauro Frutti.
Bologna - Modena 4-1, il gol di Sauro Frutti.
ll derby miracola il Bologna: quattro gol in un colpo solo (non succedeva dalla penultima del campionato scorso; 4-2 al Perugia), un colpo di "cabeza" di Pradella, una doppietta di Marronaro. L‘effetto Modena diventa prodigioso elisir per la truppa di Guerini e la gente canarina, meravigliosa per il trasporto e il calore del tifo, deve riporre il grande sogno accarezzato dopo un gol dell’impagabiIe Frutti, che aveva riportato i gialloblù nella scia del Bologna. Ma qual e il succo autentico di un derby che il cartellino finale sintetizza in uno spietato 4-1? E` il solito Modena formato trasferta (secondo poker di gol incassato lontano dal Braglia) ad ingigantire Ie qualita offensive dei rossoblù o la truppa di Guerini offre concreti segni di risveglio? La verità corre lungo il solco di una gara dai connotati anomali, col Bologna dominatore nel primo tempo a siminare due gol e squarci di bel gioco he il Modena che conquista la bacchetta nella ripresa, accorcia le distanze con Frutti, sfiora il raddoppio prendendosi seri rischi difensivi. Qui Marocchi coglie il palo dopo azione rocambolesca e la gara sembra consegnarsi a un finale in tono minore. Invece, ecco due lampi in contropiede del Bologna nei tre minuti conclusivi. Marronaro e poi Luppi che si avventano sulle sciabolate di Pecci e i canarini finiscono allo spiedo, senza meritare un passivo così pesante. La squadra di Mascalaito paga i limiti difensivi già evidenziati nel corso della stagione. La retroguardia gialloblù è un burro pronto a fondersi non appena sale la temperatura degli attaccanti avversari e il portiere Ballotta aggiunge vistosi errori personali a quelli del reparto. Peccato, perchè non appena i gialloblù smaltiscono lo shock del doppio passivo, prendono a manovrare con fluidità in zona centrale, costruiscono gioco con Boscolo e con il giovane Longhi, davvero un talento naturale, e Frutti riesce a vincere anche la rabbiosa resistenza di Villa, liberandosi per due volte al gol. Ma quello edizione derby è un Bologna speciale, una squadra sollecitata dall'ambiente, dal festoso abbraccio del tifo, del tifo, dall’emergenza che, chiama in causa i più diretti responsabili della rnagra annata rossoblù, Guerini e Pecci. Il tecnico abbraccia una scelta coraggiosa, manda in campo una squadra "qualitativa", aggiunge i piedi buoni di Marocchino a un centrocampo che fatica a inventare gioco; quanto al prode Eraldo eccolo restituito a una dimensione che sembrava smarrita. Pecci suda, incalza, suggerisce, contrasta, scatta e detta passaggi lunghi e precisi degni dei suoi anni d'oro. E' l’incanto che la gente rossoblù aspettava, il miracolo del gioco che torna a compiersi davanti a un pubblico commovente per dedizione che, al posto degli striscioni dell'idiozia, inalbera un gigantesco "Bologna nel cuore", grande quanto l'intera curva Andrea Costa. E` Pecci l'anima di una squadra dal sentire nuovo, che rivitalizza Marronaro, che spreme un gol dalla sterilità di Pradella, che rinnova con Marocchino l’elementare, ma produttivo schema del cross da fondo campo. Peccato che la cifra tecnica complessiva resti mediocre, che pochi abbiano qualità e doti per mettersi in sintonia con Pecci e Marocchino, piedi eccellenti della truppa rossoblù.

Un Bologna dalle molte facce

Bologna - Modena 4-1, il gol di Loris Pradella.
Bologna - Modena 4-1, il gol di Loris Pradella.
Stringara cerca qualche spunto sugli outs, ma sbaglia il calibro degli appoggi e smarrisce palloni banali mentre Galvani non sfonda mai il muro della noia. Così l'azione di sostegno non può essere sollecita come dovrebbe, il Bologna non riesce a dare continuità alla manovra e nei lunghi momenti di respiro il Modena può salire di tono e proporre pericoli per la porta di Zinetti. In difesa Luppi se la sbriga con buona padronanza nel ruolo di libero, ma Lancini riesce a ballare la tarantella contro un modesto Rabitti e Villa è costretto a reggere le sorti del reparto, aggrappato ai garretti di un Frutti in gran spolvero. A questo Bologna dalle molte facce, dai ritmi dlscontinui, bastano però poche giocate dl classe per mettere il sigillo alla gara. Così, sotto gli occhi di uno stadio vestito a festa dei tanti vip assiepati in tribuna, di Lucio Dalla in versione polare i rossoblù confezionano un successo che fa leva sulle qualità di gioco, sulla classe di un solista, sugli acuti dl Eraldo Pecci, fuoriclasse ritrovato. E' un successo che non deve illudere, ma puo regalare alla squadra certezze perdute. Per il Modena motivi di rammarico evidenti: con una difesa aII’altezza, dove potrebbe arrivare la squadra di Mascalaito, che ora veleggia a 20 punti, tre in più di questo Bologna che solo oggi riscopre le virtù perdute? E per chiudere un rapido flash - back sui gol. 5’: Pecci allarga a destra verso Marronaro, ll pibe crossa pronto per Pradella, che di testa scavalca Ballotta, uscito malamente. 34': Pecci parte in un'azione stizzosa, schizza via a metà campo e accarezza in verticale per Marronaro che, ali ai piedi, semina Torroni e infila in gol con un rasoterra angolato. 7' della ripresa: punizione di Longhi dalla tre-quarti destra, la palla spiove per Frutti, Zinetti imita Ballotta e Sauro - gol puo infilare con una tempestiva correzione di testa. 43’: Pecci, sempre lui, scodella un delizioso pallone per Marronaro che si invola in sospetta posizione di fuorigioco, aspetta l'uscita di Ballotta e mette dentro. Ultima immagina del derby con Pecci ancora cerimoniere e Luppi che vola via sulla sinistra, a siglare un 4-1 impietoso, ma che fa storia.

LE PAGELLE - BOLOGNA - MODENA: Zinetti 5,5 Ballotta 5/Lancini 5,5 Conca 6/Galvani 5,5 Torroni 5/ Stringara 6 Piacentini 6/ Villa 7 Ballardini 5,5/ Luppi 6,5 Boscolo 6,5/ Marocchino 6,5 Longhi 7/ Pecci 8 Mochi 6/ Pradella 6 Frutti 7,5/ Marocchi 6 Bergamo 6/ Marronaro 7 Rabitti 5,5/ Musella ng. Masolini ng.

BOLOGNA: Zinetti, Lancini, Galvani, Stringara, Villa, Luppi, Marocchino (75' Musella), Pecci, Pradella, Marocchi, Marronaro. (12 Cavalieri, 13 Sommella, 14 Sorbi, 16 Palmieri). 
MODENA: Ballotta, Conca, Torroni, Piacentini (71’ Masolini), Ballardini, Boscolo, Longhi, Mochi, Frutti, Bergamo, Rabitti. (12 Meani, 18 Costi, 14 Rubino, 15 Andreoli). 
Arbitro: Magni di Bergamo. 
Reti: 5' Pradella, 34’ Marronaro, 52' Frutti, 88’ Marronaro, 91’ Luppi. 
Angoli 7-2 per il Modena. 
Note: giornata fredda con cielo sereno, terreno in buone condizioni, spettatori paganti 18.519 per un incasso dl 205.168.000 più 5.092 abbonati per una quota di 50.824.427. Ammoniti: Lancini, Pecci, Conca, Ballardini e Luppi, tutti per gioco scorretto.

INTERVISTE. "E Marronaro festeggia la prima doppietta in maglia rossoblù".

Bologna - Modena 4-1, il "mitico" Renato Villa e Frutti.
BOLOGNA -- Per la prima volta si comincia dall'ultimo, che come spiegano gli inglesi non è necessariamente il peggiore. Signore e signori, ecco a voi Lorenzo Marronaro. Forse si è caricato mercoledì sera seguendo il trionfo della Tartarini sui pallavolisti di Riga, forse ha ritrovato se stesso. Ad ogni modo ha firmato una doppietta, il che per il soggetto in questione è obbiettivamente gran cosa. "Sì, mai fatti due gol assieme in maglia rossoblù -- spiega il puffo, inatteso eroe del derby -- Ma a Bologna avevo già siglato una doppietta, quando giocavo nel Monza: era l'ultima giornata di campionato, una gran brutta giornata per questo pubblico". Va bene puffo, ma non divaghiamo. "Sì, parliamo di questa doppietta. E' stato bravissimo Pecci, i suoi assist sono stati stupendi. Io mi sono limitato a concludere l'azione. E' stata una giornata simpatica, adesso spero che per me e per Pradella sia finito il periodo grigio. E a proposito di Loris fatemi dire che sono felice per lui, stava soffrendo molto...". Solidarnosc tra attaccanti: evidentemente ci voleva il Modena per svegliarli. Marronaro fa i complimenti a Pradella e viene ricambiato: gruppo di famiglia in un interno. "Lorenzo è stato bravissimo, sul mio gol ha grossi meriti, il cross era perfetto. Ci voleva, ci voleva: adesso vado a tagliarmi i baffi, ero pronto a tenerli finché non avessi segnato. Spero non si tratti di un episodio, ho sempre sostenuto che per una punta sono importanti anche i particolari, gli stati d'animo. A volte segni di nuca, a volte non la cacci dentro nemmeno a porta vuota. Forse è arrivata l'inversione di tendenza". Piccolo segreto, da svelare nel bel mezzo dell'euforia generale: il Pradellone aveva problemi fisici. "Eh sì, noie agli adduttori: sono sempre stato zitto perchè non è elegante tirar fuori i malanni quando si gioca male. Ora che è andata bene posso confessare. Sto guarendo, ma non sono ancora al 100%". Dettaglio statistico: prima del derby la coppia Frutti - Rabitti aveva segnato il triplo di Pradella - Marronaro (12-4). Situazione aggiornata: 13-7.

Una vittoria non elimina i difetti

Domenico Marocchino in azione.
Domenico Marocchino in azione.
Come la Parigi - Dakar, l'avventura continua. "E noi dobbiamo continuare a tenere la testa sul collo -- et voilà il Peccione, altro grande protagonista, oggi ancora protagonista davanti alla Commissione Disciplinare --. Una vittoria non elimina i difetti: ad esempio sul 2-0 la partita era chiusa e noi siamo stati capaci di riaprirla. bisogna fare attenzione, il Bologna non è fortissimo e non è nemmeno una accozzaglia di bidoni. Il Pescara? Ma pensiamoci da martedì, che è meglio. Però lo spirito giusto è quello del derby. Il Modena? Discreto, dicevano di essere inferiori, nonostante i 5 punti di vantaggio, e in effetti lo sono stati, anche se il 4-1 li punisce in modo troppo severo". In una atmosfera che sa tanto di scampato pericolo -- fresco è il ricordo del penultimatum presidenziale -- c'è ancora chi è scocciato. Possibile? Possibile. L'inossidabile Villa non la smette di stupire. "Sono arrabbiato, dovrei giocare meglio -- sbotta il terzinaccio --. Nelle ultime due domeniche i miei avversari diretti hanno fatto gol, Simonini a Cesena e stavolta Frutti. Sauro è stato bravissimo, mi ha ingannato con una finta, io sono rimasto un po' indeciso e buonanotte. No, così non va". Meno male che a Marocchino va sempre bene tutto. La partita, la vittoria, la sostituzione. "Giusta, giustissima: non posso avee i 90' nelle gambe. E non dite, per favore, che non li ho mai avuti. Inoltre ho un muscolo più corto, toh, guarda qua: la gamba mi faceva un male boia. Sono contento per me e per la squadra, ho perso una scommessa con Nicolini ma fa lo stesso. Il futuro? Tranquilli, Marocchino è ripartito". E' ripartito e chissà dove andrà a cacciarsi: anzitutto all'antidoping. "Ci perderò almeno due ore, sicuro. Ma per chi vince è un sacrificio accettabile". Usciti dalle tenebre, tutti -- a parte il citato Villa --hanno voglia di ridere. Luppi dedica il gol ai parenti che tifano Modena ("Così imparano, ma il merito è di Pecci"), mentre Zinetti va alla scoperta del Frutti segreto. Non è roba da Novella 2000, però: "Ah, sul gol è stato bravo, ma la sua fortuna è Rabitti, un compagno d'attacco che si muove, crea spazi, è tatticamente intelligente. La partita? Mai avuto paura, nemmeno sul 2-1: obiettivamente siamo superiori". Finalino con il poker Bianchi - Governato - Bernardoni - Mosconi: dicono tutti la stessa cosa. "Speriamo che la squadra si sia sbloccata, un successo così netto è una magnifica medicina. Guerini? Ma non è mai stato in discussione". E con questa festosa bugia, è proprio tutto. Da Lazzaro - city, nel gran giorno della resurrezione, passo e chiudo. [Leo Turrini].

Oddone Nordio -- BOLOGNA.

Eraldo Pecci.
Eraldo Pecci.
Gli spogliatoi si aprono subito, il risultato rotondo cancella sospetti e incubi, scaccia brutti pensieri e allontana, speriamo per sempre, decisioni che purtroppo nel calcio, a volte, bisogna prendere. Esce il presidente Corioni. Non sembra molto allegro, si concede ai cronisti senza il sorriso sulle labbra. Non sembra molto contento. "E' la vittoria che ci voleva, ma niente di più. Volete che faccia un balletto"? Una vittoria scaccia crisi? "Speriamo. La squadra ha giocato bene, loro hanno fatto gol senza fare un’azione degna di questo nome. Si sa, il derby e sempre una partita difficile perchè si possono creare situazioni particolari. Il Bologna mi e piaciuto, mi auguro che la squadra abbia superato il brutto momento che è culminato con la sconfitta di Cesena". Vincenzo Guerini non trova il sorriso nemmeno in questa occasione. Spiega: "Abbiamo vinto la partita ma i problemi rimangono tutti. Se non vincevamo era davvero un guaio, ma ripeto che i problemi rimangono". Quali sono questi problemi? "Siamo riusciti a rendere difficile una partita facile. Scusate se e poco. Non è ancora la squadra che voglio io". Come la vuole? "La voglio provinciale, contro il Modena ho visto, a tratti, l’agonismo e lo spirito che servono nel campionato cadetto. Bisogna dimenticare il blasone e calarsi nella realtà della serie B". Dopo il gol di Frutti ha avuto paura? "L'abbiamo subito nel momento in cui noi avevamo rallentato un po'. O meglio: avevamo dato troppa confidenza ai nostri avversari. Sul gol di Frutti voglio precisare una cosa: la colpa è solo di Villa. Non voglio che si dica che doveva marcare un altro, e allora Frutti si è trovato libero. Non intendo far passare gli altri come dei brocchi. Il colpevole è Villa e l'ho detto anche a lui negli spogliatoi". E domenica c'è il Pescara che è andato a vincere a Parma. "Già, una partita difficile. Non abbiamo peggiorato ma i problemi rimangono, è inutile nasconderlo". Come ha visto Ia squadra? "I venti minuti iniziali sono stati buoni, subito il gol sono saltato Ie marcature, ho visto molto affanno, ma per fortuna non ci siamo chiusi, anche se il Modena ha premuto cercando dl sfruttare il momento favorevole. Per un quarto d'ora ho avuto paura. Siamo stati anche sfortunati su quella traversa di Marocchi". Fa sensazione ll punteggio. "Si, perchè il Bologna fatica moltissimo ad andare in gol e segnare quattro reti in una volta fa certamente effetto. Ma le ultime due non fanno testo perche il Modena era tutto sbilanciato per tentare il recupero. Sono contento per Luppi, il gol lo merita, lo ripaga dei momenti difficili che ha passato". Lei dice che nonostante la 4 vittoria, i problemi del Bologna rimangono. Si spieghi meglio. "Ho sempre sostenuto che si tratta di un problema di testa, psicologico. Se la squadra e tranquilla gioca bene e rende per quello che può dare". Come giudica la prova di Marocchino? "Positiva. Domenico non è un incontrista, contro il Modena ha giocato come mi aspettavo. E' stato Iui a chiedere la soslituzione". Una grande prestazione di Pecci. "Ha giocato come gioca da quindici anni, cioè ad alto livello. Pecci e un ragazzo orgoglioso, le critiche gli fanno male più di quanto non le facciano ad altri giocatori". La vittoria sul Modena cambia qualcosa per voi'? "No, ma se giochiamo sempre cosi possiamo far paura a tutti. Voglio che tutti mettano da parte il blasone, che lo dimentichino, come provinciale possiamo fare molto". Al di là del risultato, questa partita aveva per lei un significato particolare? "Sì, volevo sapere se ero ancora credibile in questo spogliatoio. E mi pare che la risposta sia venuta". Gigi Mascalaito non è un tipo solitamente allegro. Ieri, dopo la partita, era ancora più scuro del solito. Recrimina su molti "momenti" della partita. Sentiamolo: "Il primo gol del Bologna è irregolare. C'è un fallo su Bergamo che non è stato rilevato. E poi, la terza segnatura, quella di Marronaro, è irregolare. Il giocatore era in netto fuorigioco". Insomma, una sconfitta che non le va giù. "Diciamo che in certi ambienti deve andare così. Non si fanno regali". Un accusa all'arbitro? "No, non ci penso nemmeno".